Privacy Policy

giovedì 14 settembre 2017

Facebook multata in Spagna per violazione della privacy degli utenti

L'agenzia spagnola protezione dei dati (DPA) ha multato Facebook per un totale di 1,2 milioni di euro per il fatto di non aver protetto i dati personali degli utenti.


Nello specifico DPA riporta che il famoso social network raccoglieva (e raccoglie?) i dati degli utenti, senza il loro specifico consenso, per poi rivenderli a agenzie pubblicitarie e simili. I problemi riscontrati dall'agenzia sono in ordine:


  • dati relativi l'ideologia, il sesso, la religione e attività del browser sono raccolte tramite interazioni dirette con Facebook o con servizi di terze parti senza avvisare chiaramente l'utente dell'uso che viene fatto di questi dati 
  • raccolta di dati, anche dati protetti, per scopi pubblicitari senza il consenso dell'utente
  • Facebook non ottiene un permesso definito e specifico per processare i dati dell'utente 
  • i dati raccolti non vengono cancellati quando non sono più utili allo scopo per cui erano stati raccolti, nemmeno dopo la richiesta esplicita dell'utente 


  • Interessante anche il fatto che sia stata scoperta la tracciatura degli utenti tramite il pulsante LIKE di alcuni componenti aggiuntivi, i quali risiedono in pagine NON Facebook.

    La risposta del social network più famoso al mondo non si è fatta attendere, infatti ha dichiarato:
    We take note of the DPA's decision with which we respectfully disagree. Whilst we value the opportunities we've had to engage with the DPA to reinforce how seriously we take the privacy of people who use Facebook, we intend to appeal this decision." 

    "As we made clear to the DPA, users choose which information they want to add to their profile and share with others, such as their religion. However, we do not use this information to target adverts to people."

    Come si può ben leggere Facebook afferma di non essere d'accordo in nessun modo con i problemi contestati e che vorrà far presente alla DPA quanto seriamente prenda il discorso privacy, richiedendo un appello a questa multa. Inoltre afferma che gli utenti sono informati in merito all'uso dei dati e che questi non vengono usati per scopi pubblicitari. 

    Vedremo come la cosa si evolverà, anche se sembra che la cosa non si fermi qui, infatti sono partite investigazioni simili da parte di altre agenzie dello stesso gruppo e i paesi coinvolti sono il Belgio, Francia e Germania, non si sa se verranno eseguite anche in Italia. 

    Per approfondimenti e fonte: Agencia Española de Protección de Datos

    Reazioni:

    0 commenti :

    Posta un commento